Giovanni Mansueti in Dizionario Biografico – Treccani

Mansueti, Giovanni

Dizionario Biografico degli Italiani

MANSUETI, Giovanni. - Anno e luogo di nascita del M., figlio di Nicolò e di Cecilia, rimangono tuttora imprecisabili. La ricostruzione delle vicende biografiche del pittore è affidata quasi esclusivamente a una serie di documenti pubblicati da Ludwig (1905) che attestano la sua presenza a Venezia dal 1485, anno in cui, il 22 luglio, il M. testimoniò, insieme con un fratello di nome Vittore, per il testamento di Maria, moglie di Pietro Loredan. Nel testamento di Laura Longini, prima moglie del Mansueti...

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Giorgione and His Times (Princeton Univ.)


Sponsored by the Department of Art and Archaeology and the Council of the Humanities Princeton University A symposium honoring Patricia Fortini Brown on the 500th anniversary of the death of Giorgione Saturday, December 11, 2010 101 McCormick Hall Princeton University

A special exhibition, “Giorgione and his World: Nature Reimagined,” will be on view in the Princeton University Art Museum from November 6 until December 12, 2010

Giorgione e Padova. L'enigma del carro

Giorgione e Padova. L'enigma del carrocat skira

Giorgione e Padova. L’enigma del carro

dal 16 ottobre 2010 al 16 gennaio 2011
Padova - Civici Musei agli Eremitani

Quali furono i rapporti tra Giorgione e Padova? Quali le relazioni, i contatti, le citazioni, i richiami allusivi alla citta’ del Santo nelle sue opere?
A svelarlo una suggestiva mostra, da ottobre, ai Civici Musei di Padova

La Tempesta di Giorgione, l’opera-icona dell’affascinante artista di cui quest’anno si celebrano i 500 anni dalla morte, non finisce di dar vita a mille differenti letture e interpretazioni, di svelare storie o assecondare ricostruzioni di personaggi, luoghi o eventi.

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Carpaccio a Brescia

EVENTI IN CORSO // TORNA IN ITALIA, ESPOSTA ALLA FONDAZIONE SORLINI, LA PRIMA OPERA FIRMATA DI VITTORE CARPACCIO

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Carzago di Calvagese, Brescia
Palazzo Buzzoni Sorlini
Dal 1 luglio 2010


Torna definitivamente in Italia e sarà esposta al pubblico grazie alla Fondazione Sorlini - che nella Pinacoteca allestita nel seicentesco Palazzo di Carzago di Calvagese, in provincia di Brescia, ha da alcuni anni reso accessibile buona parte della collezione di Luciano Sorlini - la prima opera di Vittore Carpaccio (Venezia, 1465 circa – 1525/1526): una preziosa tavola giovanile che la critica, unanimemente, attribuisce al grande artistaveneziano, ponendola agli esordi del suo operato.

La tavola, raffigurante il Salvator Mundi tra quatto santi con visibile la firma VETOR SCARPAZO - proveniente da una collezione di New York e passata poi in una proprietà londinese - era stata posta in apertura del corpuscarpaccesco da Giuseppe Fiocco, che nella sua prima monografia evidenziava i raccordi con l’arte di Gentile Bellini, Marco Marziale e Antonello da Messina, e analogamente da Anna Maria Brizio, Roberto Longhi e dal Berenson, che la collocava dunque intorno al 1480.
I successivi studiosi, sottolineando di volta in volta l’ “antonellismo convinto e militante” (A. Gentili) o la solennità e severità dell’impianto “in sintonia con la reinterpretazione umanistica del mondo antico, proposta… da Tullio Lombardo” (V. Sgarbi), hanno teso a spostarne la datazione di qualche anno: chi verso il 1485, chi nella seconda metà del nono decennio, chi ancora intorno al 1490.

Con l’acquisto del 2009, l’approdo dell’importantissimo dipinto presso la Fondazione Luciano e Agnese Sorlini dà modo ora di poter ammirare da vicino e di studiare più attentamente il lavoro carpaccesco, che in Italia era stato esposto solo nel 1963, in occasione della rassegna monografica organizzata a Palazzo Ducale da Pietro Zampetti.
Così, per esempio, è stato possibile effettuare una campagna riflettografica da parte del laboratorio Laniac dell’Università di Verona, che oltre ad aver confermato la presenza di alcuni vecchi restauri e un pentimento nell’area della mano che sorregge il globo, ha anche confermato la congruità della iscrizione con la firma, l’alta qualità del disegno sottostante, soprattutto nelle teste dei Santi, e - dal punto di vista stilistico - un’esecuzione in prossimità dell’Arrivo degli Ambasciatori a Colonia, datato 1490, e del Polittico di San Martinonel Museo d’Arte Sacra a Zara, collocato tra il 1487 e il 1493.

Ora il dipinto potrà essere ammirato accanto alle altre significative opere - soprattutto d’arte veneziana e veneta e in particolare del Sei e Settecento – che compongono la collezione Sorlini, formatasi nel corso degli anni grazie alla passione per l’arte e all’amore per le proprie dimore dei due coniugi.
Presso la Pinacoteca della Fondazione - costituitasi nel 2000 a poca distanza dal Lago di Garda, con lo scopo appunto di far conoscere e rendere fruibile la raccolta – si trovano infatti numerosi dipinti, in grado di offrire una panoramica estremamente ampia e completa della personalità e delle correnti che hanno contribuito allosplendore artistico della Serenissima: tra grandi maestri, come Bellini, Veronese, Padovanino, Sebastiano e Marco Ricci, Pellegrini, Amigoni, Canaletto, Francesco e Antonio Guardi, Pietro Longhi o Tiepolo per citarne solo alcuni - e in ambito bresciano Moretto e Ceruti – e notevoli comprimari come Diziani, Carpioni o Bison.

L'opera è in esposizione permanente presso la Fondazione Sorlini, aperta al pubblico su prenotazione.

 

 

GALLERIA IMMAGINI

 

Per ulteriori informazioni si prega di contattare l’ufficio stampa di Villaggio Globale International: 
041/5904234 - 041/5904893; e-mail: a.lacchin@villaggioglobale.191.it 


MATERIALE STAMPA DA SCARICARE

 01 Comunicato Stampa (PDF file - 190 Kb)

 02 Scheda dell'opera (PDF file - 215 Kb)

 03 La Fondazione (PDF file - 134 Kb)

 04 La sede della Fondazione e la Pinacoteca (PDF file - 128 Kb)

 05 Note biografiche (PDF file - 164 Kb)

 

Bassano del Grappa celebra il suo Jacopo il "reale" che anticipò Caravaggio - Repubblica.it

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Bassano del Grappa celebra il suo Jacopo
il "reale" che anticipò Caravaggio

Iniziatore di una delle più numerose generazioni artistiche, considerato il più grande pittore della realtà prima di Michelangelo Merisi. Suoi i primi piedi sporchi in un'opera d'arte. E uno dei più originali interpreti della civiltà figurativa veneta del Cinquecento, accanto a Tiziano, Tintoretto e Veronese. Inventore delle "favole pastorali", perfetta sintesi di rappresentazione  sacra e genere pastorale. A Bassano del Grappa la prima delle tre mostre per i 500 anni della nascita e per distinguere le opere del padre e dei figli.

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