storie dell'arte: Storie dell'arte
Storie dell'arte19 gennaio 2011“di persone singole e di convincimenti condivisi”Partiamo da qui, dalla raccolta di quattro saggi dedicati da Giovanni Romano ad altrettanti «maestri diretti e indiretti» che con la loro attività di studio hanno coperto quasi l'intero arco del Novecento: Pietro Toesca, Roberto Longhi, Rudolf Wittkower e Giovanni Previtali. Le biografie, raccolte nel libretto pubblicato da Donzelli nel 1998, hanno visto la luce in occasioni diverse, ma messe in successione rendono conto di due decenni di riflessione dell'autore sui modi e gli obiettivi del fare storia dell'arte.
Nella premessa si affacciano alcune raccomandazioni familiari per chi ha confidenza con il lavoro di Romano. La più preziosa è forse l'invito agli storici dell'arte ad aprirsi verso l'esterno, rendendosi disponibili a discutere del proprio metodo di indagine (persino del delicato e personale meccanismo dell'attribuzione, di cui spesso si comunica ai non addetti ai lavori soltanto l'esito finale, quasi si trattasse di una verità rivelata), ma anche confrontandosi con gli esponenti delle altre discipline storiche; la sua lunga collaborazione in prima persona con l'italianista Carlo Dionisotti e lo storico Carlo Ginzburg è un esempio che vale più di mille parole.
Tra i numerosi fili conduttori del libro spicca la questione dello sguardo dello studioso in rapporto al documento figurativo, perché «come gli artisti anche gli storici dell'arte vivono passaggi evolutivi che illuminano il prender forma e il diverso maturare delle convinzioni metodologiche»; problema centrale per Toesca e Longhi, che hanno più volte ricordato la necessità di confrontarsi direttamente con gli oggetti studiati più che con le argomentazioni di chi è venuto prima, e sentito anche da Previtali, il quale non a caso battezzò la sua rivista «Prospettiva».
In questa stagione di altisonanti monografie celebrative, «Storie dell'arte» ci ricorda che in questo mestiere bisogna spesso ricominciare da capo, in un continuo gioco di bilanci e riletture, diffidando sempre di chi promette la mostra o il libro “definitivi”. [Serena D'Italia]
